27 Aprile 2026
Alcune cooperative sociali stanno aprendo i propri servizi anche al mercato privato. Le motivazioni alla base di questa scelta sono diverse e spesso legate al rapporto con gli enti pubblici, che hanno storicamente rappresentato, e continuano in gran parte a rappresentare, il principale cliente della cooperazione.
Per approfondire questa evoluzione e valutarne la sostenibilità nel tempo, abbiamo rivolto alcune domande a due cooperative socie che hanno già avviato servizi di assistenza destinati al mercato privato.
Perché avete scelto di rivolgervi anche al mercato privato? Abbiamo deciso di avviare il servizio domiciliare per persone con disabilità perché avevamo molte richieste e abbiamo quindi provato a rispondere a un bisogno espresso dalla comunità. Molte persone, infatti, si rivolgono al privato perché il sistema pubblico non è in grado di coprire tutte le richieste, oppure è accessibile solo tramite procedure complicate che le famiglie, se possono, provano a bypassare. Le richieste che abbiamo sono molte, ma manca il personale qualificato. Trovare figure professionali esperte è sempre più difficile.
Secondo voi può diventare prevalente rispetto al mercato pubblico? Quello che vogliamo fare nel breve periodo è ampliare i servizi privati che possiamo offrire e lo faremo anche attraverso due strutture che abbiamo da poco acquistato proprio con questa idea. Lavorare con il pubblico significa limitare la nostra azione a gare, dove vengono destinate sempre meno risorse e non danno la certezza di continuità. Un altro problema sugli appalti è quello dell'arrivo di grandi colossi che schiacciano la cooperazione sociale del territorio. Lavorare con il mercato privato consente di avere più margine di manovra e la possibilità di mettersi alla prova dal punto di vista imprenditoriale. Cose che nel sistema delle gare sono invece limitate.
La ritenete una scelta sostenibile? Al momento siamo molto lontani da questa possibilità, perché solo una minima parte del nostro fatturato proviene dal servizio privato. Il cammino è molto lungo, ma il nostro impegno va in questa direzione.
Perché avete scelto di rivolgervi anche al mercato privato? La Colori ha aperto al mercato privato a partire dal 2019, con la nascita dello Sportello Sociale. Questa scelta è maturata dalla consapevolezza che i bisogni delle persone sono in costante aumento, mentre il settore pubblico dei servizi sociali attraversa una fase di profondo cambiamento. Sempre più spesso, infatti, vengono erogati contributi diretti agli utenti per reperire servizi sul mercato privato; in questo scenario, le cooperative possono offrire pacchetti completi con personale qualificato e assunto direttamente, capaci di prolungare l’autonomia nelle proprie abitazioni.
Secondo voi può diventare prevalente rispetto al mercato pubblico? La Colori si è posizionata con successo sul mercato locale rispondendo sia a chi dispone di fondi pubblici, sia bisogni privati puri. Tale crescita si è ulteriormente accentuata dopo il Covid, periodo in cui le strutture residenziali per anziani hanno perso attrattività rispetto al restare a casa, anche in condizioni di autonomia parziale. Per quanto riguarda le strutture, si registra comunque un cambiamento importante: le nuove regole sugli appalti pubblici e l’ingresso di grandi competitor extra-regionali non garantiscono più la sostenibilità a lungo termine delle realtà locali. Per questo motivo, è diventato utile e necessario iniziare a operare anche nel mercato privato della gestione di RSA e CD.
La ritenete una scelta sostenibile? Se l’evoluzione del sistema pubblico continuerà in questa direzione, il settore privato per le cooperative come la nostra aumenterà fino a poter diventare prevalente nel medio-lungo periodo. Molto dipenderà dalla politica e dalla nostra capacità di intercettare i nuovi bisogni dell’utenza. Certamente, il settore privato rappresenta oggi per la Colori un’arteria di sviluppo fondamentale su cui investire, capace di garantire maggiore stabilità e sostenibilità rispetto a un settore pubblico sempre più condizionato da stringenti norme di concorrenza e rotazione.
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